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LO
STUDIO DELL'AMBIENTE
a
cura del dr. G. Martello
Enorme importanza nella ricostruzione degli ambienti riveste la determinazione
della vegetazione e del clima perché queste due variabili influenzano
enormemente tutte le attività umane, specialmente quelle legate alla caccia,
alla raccolta, all'agricoltura e all'allevamento. L'indagine più attendibile
e completa che permette la ricostruzione della vegetazione e del clima
é lo studio dei granuli pollinici fossili. I granuli pollinici, detti
anche pollini, sono strutture microscopiche prodotte dalle piante che
vengono disperse nell'ambiente con lo scopo di fecondare i fiori o le
strutture fiorali femminili le quali in seguito maturano i semi. Non tutti
i pollini prodotti riescono a fecondare i fiori ma la gran parte di essi
cade al suolo o all'interno di specchi d'acqua senza riuscire a compiere
la funzione per la quale sono stati dispersi. Poiché la parete che delimita
questi granuli é molto resistente essi si possono conservare anche per
parecchi millenni all'interno dei sedimenti ed essere riconosciuti e determinati
grazie allo studio della loro forma.
Gli ambienti migliori per la conservazione dei pollini sono i fondi lacustri
nei quali si depositano non solo questi granuli ma anche sedimenti fangosi
e sabbiosi derivati dal dilavamento dei versanti. Con il passare del tempo
qualsiasi lago o stagno si riempie con questi sedimenti trasformandosi
dapprima in una torbiera e poi in una distesa pianeggiante ed asciutta
occupata da un bosco o da un prato. In questo modo i depositi torbo-lacustri
diventano dei preziosi archivi della vegetazione passata perché basta
raccogliere alle diverse profondità piccoli quantitativi dei loro sedimenti
ed
analizzarne il contenuto pollinico per avere numerose informazioni riguardanti
gli ambienti passati. Si costruiscono così i
diagrammi pollinici che evidenziano i cambiamenti nella composizione
della vegetazione che sono dovuti non solo alle variazioni climatiche
ma anche agli interventi antropici nel territorio. I cambiamenti climatici
vengono individuati dall'analisi pollinica grazie alle variazioni della
quantità di quei vegetali che risentono maggiormente dei cambiamenti delle
temperature medie e delle precipitazioni. L'analisi pollinica può individuare
anche numerose attività umane del passat o:
ad esempio il disboscamento di un'area é evidenziato da una brusca diminuzione
delle piante arboree a favore di quelle erbacee; l'inizio dell'agricoltura
é facilmente riconoscibile grazie alla comparsa nel diagramma di pollini
tipici di vegetali coltivati (cereali, castagno, vite, ecc.), mentre l'inizio
dell'allevamento e della pastorizia si riconosce dall'aumento delle specie
vegetali nitrofile ( ortica, plantaginacee). Per quanto riguarda la zona
del comune di Rotzo possediamo i dati relativi all'analisi pollinica di
un piccolo deposito torbo-lacustre formatosi per riempimento di un piccolo
bacino formatosi tra le morene depositate da una transfluenza del ghiacciaio
würmiano della Valdastico in corrispondenza della confluenza di questa
valle con quella del torrente Assa.
Questo piccolo bacino contiene sedimenti derivati dal dilavamento delle
morene circostanti i quali, in base al contenuto pollinico, sono da riferire
al Preboreale (circa 10000 - 8700 anni dal presente - adp) ed alle prime
fasi del Boreale (circa 8700 adp). Purtroppo i sedimenti più recenti di
questo deposito sono precedenti alla fase più antica della frequentazione
del villaggio del Bostel e quindi da essi possiamo trarre solo notizie
relative a periodi antecedenti all'antropizzazione della zona.
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Gli ultimi
sviluppi della ricerca archeologica hanno cambiato radicalmente i fini di
questa disciplina. Fino a qualche decennio fa l'Archeologia si interessava
quasi esclusivamente alla ricerca ed interpretazione degli oggetti lasciati
dai nostri antenati e poco si curava degli aspetti relativi all'ambiente
passato. La moderna impostazione di questa disciplina si preoccupa di ricostruire
non solo la struttura culturale, artistica ed economica delle varie popolazioni
passate, ma cerca anche di capirne i rapporti con il territorio, con il
clima, con la flora e la fauna, ovvero tenta di ricostruire, in base a dati
geologici, geografici, botanici e faunistici, i rapporti dell'Uomo con l'Ambiente.
Ecco che accanto allo studio dell'archeologo si devono aggiungere quelli
dei botanici, dei geografi, dei geologi e degli zoologi
L'ambiente
documentato da questo deposito mostra una situazione caratterizzata da una
predominanza di un bosco non molto fitto di Pinus con sottobosco formato
prevalentemente da Gramineae e Compositae (Artemisia). Tale ambiente, in
corr+-ispondenza dei livelli superiori del deposito, ovvero in corrispondenza
con la transizione al Boreale (circa 8700 adp), inizia ad essere sostituito
da un bosco a Picea, accompagnato da qualche Abies e da specie del Querceto
Misto, più chiuso del precedente, a causa di un miglioramento delle condizioni
climatiche tendenti verso temperature medie più alte. Immediatamente dopo
la transizione Preboreale/Boreale (8700 adp) si osserva una brusca caduta
delle specie arboree a vantaggio di quelle erbacee (Gramineae, Compositae
liguliflorae).
Probabilmente questo fatto non è correlato ad un disboscamento dell'area
e quindi ad un pesante intervento antropico, ma ad un rimaneggiamento del
sedimento torboso, avvenuto di recente a causa del calpestio di animali
che colà andavano ad abbeverarsi. Per quanto riguarda tempi più vicini a
noi dobbiamo riferirci all'analisi pollinica della torbiera del Lumera (Asiago
- F. Lona, 1949) Lo studio mette in evidenza come il bosco boreale (8700-7500
adp), composto prevalentemente da Picea sia stato sostituito, nel corso
dell'Atlantico, (
7500-4500 adp) da un bosco misto ad Abies e Picea, accompagnato, in posizioni
edafiche favorevoli da Corylus. Tale composizione boschiva permase per tutto
il Subboreale (4500-2800 adp) e le prime fasi del Subatlantico (2800 adp)
e fu sostituita più tardi da un bosco composto da Abies, Fagus e in minor
misura Picea. Come si vede conosciamo con sufficiente approssimazione la
dinamica delle variazioni climatiche nella zona del Bostel ma molto lavoro
rimane ancora da fare prima di conoscere con altrettanta accuratezza i rapporti
che l'Uomo ha avuto con l'Ambiente.
- diagramma
pollinico semplificato
della torbiera di Castelletto di Rotzo
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