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ASPETTI
GEOMORFOLOGICI
a
cura del dr. G. Martello
La
natura sub-pianeggiante dell'area è legata a due fenomeni. Il primo
di è natura tettonica, poiché la giacitura degli strati dei calcari
giurassici (Calcari Grigi e Rosso Ammonitico) sui quali è impostato
il rilievo è sub-orizzontale, con leggera immersione verso sud-ovest;
il secondo è legato all'azione dei ghiacci würmiani, che debordando
dal ghiacciaio della Valdastico, hanno inizialmente eroso le rocce giurassiche
e successivamente depositato materiale morenico (limi, sabbie, ciotoli
e massi arrotondati di dimensioni maggiori) definendo morfologie superficiali
caratterizzate da colline arrotondate di modesta elevazione, separate
da vallecole allargate e poco profonde. Il suolo del Bostel e di tutta
la cosiddetta "Campagna di Rotzo" è impostato su sedimenti morenici
la cui composizione assicura un discreto drenaggio delle acque piovane
e una discreta areazione degli strati superficiali. Queste caratteristiche
pedologiche, combinate alla modesta quota del territorio e alla morfologia
attenuata del rilievo, hanno consentito fin dai tempi protostorici lo
sviluppo di un'agricoltura che, pur rimanendo circoscritta alle modeste
esigenze familiari, si è mostrata, e si mostra tuttora, la più produttiva
tra tutte quelle della fascia centrale dell'Altopiano. La natura morenica
del suolo e la giacitura sub-orizzontale delle rocce sottostanti hanno
offerto una certa disponibilità d'acqua, bene prezioso nell'ambiente
carsico che caratterizza l'Altopiano. Difatti i depositi morenici, grazie
alla loro porosità riescono ad accumulare notevoli quantità d'acqua
che vengono rilasciate poco a poco formando così sorgenti che, sebbene
di modesta portata, assicurano una portata quasi costante. In prossimità
del villaggio protostorico del Bostel sono presenti piccole zone acquitrinose
formatesi grazie all'impermeabilizzazione di piccole depressioni inframoreniche
dovuta all'accumulo di limi carbonatici dilavati dai fianchi delle morene
würmiane ad opera delle acque piovane. Appare evidente che la scelta
operata da parte delle genti protostoriche di fondare nella zona del
Bostel un abitato fu determinata anche dai seguenti fattori geografici
e geomorfologici:
a) veloce
accesso dalla pianura lungo la Valdastico;
b) discreta difendibilità del territorio, protetto a sud e ad ovest
dai ripidi versanti delle valli del torrente Assa ed Astico;
c) quota non molto elevata che permette un clima non particolarmente
rigido;
d) morfologia attenuata del terreno;
e) natura del suolo, adatto ad una primitiva agricoltura;
f) disponibilità d'acqua;
g) facile accesso alla zona di Vezzena (via Campolongo e Camporosà),
importante centro fusorio dell'età del Bronzo.
ASPETTI
VEGETAZIONALI
Mentre l'apetto geografico e geomorfologico della zona del Bostel non
si è modificato nel corso degli ultimi millenni, questo non si può dire
per gli aspetti climatici e vegetazionali. Nel corso degli ultimi 10.000
anni (Olocene) il clima ha subito notevoli cambiamenti che si sono riflessi
sia nell'aspetto vegetazionale del territorio sia nelle dinamiche di
frequentazione antropica che dipendono strettamente dal clima e dalla
vegetazione. Durante la prima frequentazione del Bostel, riferibile
al Bronzo medio/finale (XII-X sec. a. C.), il clima fu leggermente più
fresco ed asciutto di quello attuale e vide una momentanea diffusione
del Querceto Misto (roverella, carpino nero, carpino bianco, nocciolo,
frassino comune, orniello, tiglio, acero, ecc.). a quote superiori a
quelle alle quali lo si trova oggigiorno. La scelta del momento di fondazione
del villaggio fu certamente facilitata anche da un clima favorevole,
il quale promosse le attività pastorali che dovevano inserirsi in un
ambiente silvestre, caratterizzato da un bosco non molto differente
da quello che cresce attualmente a quote più basse. Durante il secondo
momento di frequentazione (V sec. a. C. - romanizzazione), vale a dire
durante l'età del Ferro, il clima divenne simile a quello attuale, e
cioè più fresco ed umido del precedente, permettendo l'inserimento nel
bosco del faggio e dell'abete bianco.
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La
zona denominata "Bostel", del comune di Rotzo, in prossimità della frazione
di Castelletto, è ubicata nella parte occidentale dell'Altopiano dei
Sette Comuni Vicentini. L'area, la cui quota media si aggira sugli 800-870
m s. l. m., è caratterizzata da una superficie sub-pianeggiante delimitata
a settentrione dal versante meridionale del M.te Spitz di Rotzo, ad
ovest dalla scarpata di erosione della Valdastico e a sud dalla scarpata
della Valdassa; ad est si restringe e, salendo di quota, si raccorda
al rilievo ondulato che da Rotzo arriva fino a Roana. La zona del Bostel
si trova quindi su un terrazzo di natura tettonico-erosiva in corrispondenza
della destra orografica della Valdassa in corrispondenza della confluenza
di quest'ultima con la Valdastico.
Attualmente
l'area del Bostel, come d'altro canto la grandissima parte dell'Altopiano,
non è occupata da una vegetazione naturale ma, al contrario, risulta
essere alquanto alterata dall'intervento umano. L'originario Querceto
Misto xerofilo submediterraneo (roverella, carpino nero, carpino bianco,
nocciolo, frassino comune, orniello, tiglio, acero, ecc.) è stato abbondantemente
alterato da interventi antropici che, a partire dall'età del Bronzo,
hanno portato alla diffusione delle aree disboscate, adibite a coltivo,
fienagione e pascolamento. Sulle superfici ancora arborate, limitate
ai versanti scoscesi della Valdassa e della Valdastico, quello che oggi
rimante dell'antico bosco naturale è ridotto a pochi lembi, spesso circoscritti
ad aree semirupestri, su superfici molto limitate.
E'
difficile riconoscere in questi piccoli lembi la fisionomia e la struttura
dell'originario querceto poichè oggigiorno il bosco è prevalentemente
costituito da Carpino nero (Ostrya carpinifolia) e Orniello (Fraxinus
ornus) che resistono maggiormente alla ceduazione e presentano migliori
capacità pioniere. Questo ostrieto, che si accontenta di un terreno
calcareo poco evoluto e scarso in nutrienti e acqua, si trova associato
lungo i versanti della Valdastico con lo Scotano (Cotinus coggygrya,
arbusto che in autunno presenta le foglie di un caratteristico rosso
carico) il quale caratterizza in maniera ancor maggiore le peculiarità
submediterranee dei versanti soleggiati delle due valli che delimitano
a Sud e ad Ovest la zona del Bostel.
A Nord
la zona pianeggiante si raccorda con il versante meridionale del rilievo
che culmina con le cime Obergrubele, Calghen, Altaburg e Spitz di Rotzo.
Su questo versante, che originariamente doveva mostrare nella sua zona
inferiore la fascia di transizione fra il Querceto Misto e la Faggeta
e in più alto la fascia del Faggeto, ospita attualmente una cenosi semiartificiale
nella quale il Faggio è associato all'Abete rosso e, nella fascia inferiore,
i pochi elementi di transizione sono stati eliminati per lasciare spazio
alle aree disboscate.
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