Conferenza stampa 18/8/2000
Provincia di Vicenza

DALLA “ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE”
ALLA “ARCHEOLOGIA DELLA GUERRA”,
ALLA “ARCHEOLOGIA DELLA MENTE”.

RICERCHE DI FRONTIERA A ROTZO E SULL’ALTIPIANO DI ASIAGO

 

L’ARCHEOPERCORSO

Il progetto dell'Archeopercorso del Bostel di Rotzo (www.archeidos.it/bosteldirotzo), finanziato dalla Provincia di Vicenza, dalla Comunità Montana dei Sette Comuni, dall'A.P.T. di Asiago e dal Comune di Rotzo e realizzato con un progetto collaborativo fra Università di Padova, Soprintendenza Archeologica per il Veneto e C.I.S.A.S. si inserisce in un ambito emergente di "Amministrazione delle Risorse Eco-Culturali" : la riqualificazione della fruizione della consistenza archeologica vi si implementa attraverso un restauro-musealizzazione all'aperto o realizzazioni di tipo archeo-sperimentale che, condotte in maniera scientifica, permettono al visitatore un immediato confronto tra il deposito archeologico (statico) e lo "scenario" (dinamico) presumibile del passato, in una forma di pseudo-contatto ("touch the past" - "tocca il passato") di mirato impatto cognitivo ed emozionale.

Con questo obbiettivo si vuole attribuire un nuovo significato di area archeologica, che può quindi essere definita come un'area delimitata con presenze archeologiche di rilevante valore, creata ed organizzata sia per la conservazione dei beni contenuti, sia per la tutela dell'intorno nei suoi valori storico-ambientali: l’Archeopercorso del Bostel, durante le sue fasi di progettazione, realizzazione e valorizzazione, si è trasformato in una trama sperimentale di pianificazione territoriale, dove le presenze archeologiche non sono più fornite come entità a loro stanti, ma come componenti di un circuito critico ad alta connettività funzionale  di risorse naturali, culturali ed eco-culturali.

L’Archeopercorso, che ora può anche avvalersi di un affascinante ed evocativo poster appena prodotto dalla Provincia di Vicenza , è ormai una realtà consolidata nel territorio dell’Altopiano, con un afflusso regolare di turisti e scolaresche da moltissime parti del Veneto e da regioni vicine (più di tremila visitatori in un anno): il circuito ha il suo fulcro nella ricostruzione archeosperimentale della succitata “casetta A” degli scavi del 1969 (tipica abitazione retica seminterrata della seconda Età del Ferro) ed, insieme ai cantieri di scavo in corso, rappresenta una meta per poter vedere e toccare con mano un’archeologia pubblica che mette realmente il visitatore in “contatto” con il passato.

La valorizzazione del sito archeologico, gestita dalla società Archeidos in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Rotzo, è stata realizzata nella stagione invernale e primaverile con l’organizzazione di visite guidate, giornate di studio propedeutiche in classe e specifiche sul campo per gruppi di scolaresche con anche attività pratiche di archeologia sperimentale (modellazione di vasi di tipo protostorico in argilla). Attualmente, durante il periodo estivo, è possibile visitare il sito nelle giornate di GIOVEDI’, VENERDI’, SABATO e DOMENICA con visite che iniziano alle ore 10:30, 15:30 e 17:30: in questo modo, grazie alla guida di archeologi specializzati, è possibile visitare l’interno della ricostruzione archeosperimentale e gli scavi archeologici in corso (Biglietti interi Lit. 7000, ridotti Lit. 4000 - la visita dura un’ora circa).

Gli appuntamenti, particolarmente interessanti nei prossimi giorni, sono, per la giornata di sabato 19 agosto, l’incontro con l’archeologo dott. Antonio Cornacchione alle ore 15 presso il sito del Bostel per la cottura di vasi di tipo protostorico con un forno a cielo aperto e per la giornata di domenica 20 agosto con l’archeologo sperimentale dott. Giorgio Chelidonio per un incontro, ugualmente alle ore 15 presso il sito del Bostel, sulle modalità di scheggiatura della selce in epoca antica (Biglietti interi Lit. 7000, ridotti Lit. 4000).

 

 

 

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