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L’ARCHEOPERCORSO
Il
progetto dell'Archeopercorso del Bostel di Rotzo (www.archeidos.it/bosteldirotzo),
finanziato dalla Provincia di Vicenza, dalla Comunità Montana
dei Sette Comuni, dall'A.P.T. di Asiago e dal Comune di Rotzo e
realizzato con un progetto collaborativo fra Università di
Padova, Soprintendenza Archeologica per il Veneto e C.I.S.A.S.
si inserisce in un ambito emergente di "Amministrazione
delle Risorse Eco-Culturali" : la riqualificazione della
fruizione della consistenza archeologica vi si implementa
attraverso un restauro-musealizzazione all'aperto o
realizzazioni di tipo archeo-sperimentale che, condotte in
maniera scientifica, permettono al visitatore un immediato
confronto tra il deposito archeologico (statico) e lo
"scenario" (dinamico) presumibile del passato, in una
forma di pseudo-contatto ("touch the past" -
"tocca il passato") di mirato impatto cognitivo ed
emozionale.
Con
questo obbiettivo si vuole attribuire un nuovo significato di
area archeologica, che può quindi essere definita come un'area
delimitata con presenze archeologiche di rilevante valore,
creata ed organizzata sia per la conservazione dei beni
contenuti, sia per la tutela dell'intorno nei suoi valori
storico-ambientali: l’Archeopercorso del Bostel, durante le
sue fasi di progettazione, realizzazione e valorizzazione, si è
trasformato in una trama sperimentale di pianificazione
territoriale, dove le presenze archeologiche non sono più
fornite come entità a loro stanti, ma come componenti di un
circuito critico ad alta connettività funzionale
di risorse naturali, culturali ed eco-culturali.
L’Archeopercorso,
che ora può anche avvalersi di un affascinante ed evocativo
poster appena prodotto dalla Provincia di Vicenza , è ormai una
realtà consolidata nel territorio dell’Altopiano, con un
afflusso regolare di turisti e scolaresche da moltissime parti
del Veneto e da regioni vicine (più di tremila visitatori in un
anno): il circuito ha il suo fulcro nella ricostruzione
archeosperimentale della succitata “casetta A” degli scavi
del 1969 (tipica abitazione retica seminterrata della seconda Età
del Ferro) ed, insieme ai cantieri di scavo in corso,
rappresenta una meta per poter vedere e toccare con mano
un’archeologia pubblica che mette realmente il visitatore in
“contatto” con il passato.
La
valorizzazione del sito archeologico, gestita dalla società
Archeidos in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di
Rotzo, è stata realizzata nella stagione invernale e
primaverile con l’organizzazione di visite guidate, giornate
di studio propedeutiche in classe e specifiche sul campo per
gruppi di scolaresche con anche attività pratiche di
archeologia sperimentale (modellazione di vasi di tipo
protostorico in argilla). Attualmente, durante il periodo
estivo, è possibile visitare il sito nelle giornate di
GIOVEDI’, VENERDI’, SABATO e DOMENICA con visite che
iniziano alle ore 10:30, 15:30 e 17:30: in questo modo, grazie
alla guida di archeologi specializzati, è possibile visitare
l’interno della ricostruzione archeosperimentale e gli scavi
archeologici in corso (Biglietti interi Lit. 7000, ridotti Lit.
4000 - la visita dura un’ora circa).
Gli
appuntamenti, particolarmente interessanti nei prossimi giorni,
sono, per la giornata di sabato 19 agosto, l’incontro con
l’archeologo dott. Antonio Cornacchione alle ore 15 presso il
sito del Bostel per la cottura di vasi di tipo protostorico con
un forno a cielo aperto e per la giornata di domenica 20 agosto
con l’archeologo sperimentale dott. Giorgio Chelidonio per un
incontro, ugualmente alle ore 15 presso il sito del Bostel,
sulle modalità di scheggiatura della selce in epoca antica
(Biglietti interi Lit. 7000, ridotti Lit. 4000).
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