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Conferenza stampa 18/8/2000
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La
funzione di cerniera svolta dall’area veneta tra l’ambito
culturale greco-egeo (e quindi medio - orientale) e quello
dell’Europa centrale è nota sin dall’antichità. Non è un
caso se Omero e successivamente anche i grandi tragici greci si
siano premurati nel riconoscere ai Veneti nobili natali
attraverso la partecipazione al mito fondante della guerra
troiana. Meno nota, invece, è la funzione assunta dal Vicentino
nel ruolo più ampio svolto dall’intero territorio regionale.
Una funzione che sembra essere tutt’
Anche
il Bostel e i villaggi dell’Altipiano non sono estranei a
questa rete. Anzi. Il Bostel, con le nuove scoperte che vengono
presentate quest’oggi alla stampa, conferma ancor più la
sensazione di un fitto reticolo con nodi ad elevata
specializzazione che punteggiavano il territorio vicentino,
chiamato sì alla funzione di cerniera lungo la direttrice est
(mare Adriatico) ovest (pianura Padana), ma anche nell’ Questo
reticolo vede nel Bostel un punto particolarissimo ad alta
tecnologia produttiva: a mo’ di battuta, molto più seria di
quanto non si creda, lo definimmo un “melting point” Ciò
che gli studi archeologici stanno facendo emergere, vogliamo
dire, è una nuova mappa del territorio antico, con precise zone
di specializzazione commerciale o produttive: un reticolo, in
altre parole, che propone una sorta di policentrismo diffuso
“ante litteram” Ciò
che si chiede oggi agli archeologi è un ulteriore sforzo:
aiutarci a comprendere come e soprattutto perché ciò sia stato
possibile in epoche così In
questo contesto l’Altipiano di Asiago, non solo il sito del
Bostel sebbene questo rimanga la zona più emblematica, è
giunto pressoché intatto sino al primo decennio del Novecento.
Solo le devastazioni del Primo Conflitto mondiale hanno portato
profonde modifiche, ma studi attenti e approfonditi possono, con
l’ausilio delle moderne tecnologie, ricostruire la situazione
originaria, permettendoci di leggere e riscoprire l’ Che
la zona di scavo sia accessibile ai visitatori e che questi,
sotto la guida degli archeologi possano seguire in diretta, mese
dopo mese, l’evoluzione delle scoperte, è un altro importante
risultato, colto grazie alla cooperazione di più soggetti, da
enti locali alla Reggenza dei Sette Comuni, dall’Apt asiaghese,
fino all’Università di Padova, alla Soprintendenza, al Comune
di Rotzo e all’Amministrazione Provinciale. La speranza
sarebbe quella di aggregare a questi soggetti nuovi protagonisti
di uno sforzo culturale di primaria importanza e assieme a loro
aprire nuove prospettive per uno studio che si sta sempre più
rivelando importante, non solo per la sua valenza
culturale. SCAVI
E RICERCHE (GIUGNO-LUGLIO 2000)
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