Visita "virtuale" dell'Archeopercorso del Bostel di Rotzo

Le indagini geo-fisiche sul Bostel

Fra gli interventi a scopo archeologico effettuati a partire dal 1994 sul Bostel di Rotzo si annoverano tre campagne di prospezione geofisica, condotte nel periodo 1994-96. Esse sono state programmate in parallelo con l'analisi di fotogrammi aerei e da satellite a completamento della fase preliminare d'inquadramento archeologico-ambientale del sito.
Le tecniche geofisiche, normalmente utilizzate in ambito geologico, hanno da tempo dimostrato una certa efficacia anche nel settore dei Beni Culturali. Alcune di esse, in particolare i metodi elettrici di resistività, magnetometrico e radar, vengono stabilmente impiegate per raccogliere, rapidamente e senza invasività, informazioni sulla natura del sottosuolo utili alla pianificazione dei successivi interventi archeologici.

Nel caso del Bostel, la prima operazione condotta sul campo è stata la rilevazione topografica del sito e la materializzazione sul campo di una serie di capisaldi funzionali ad organizzare la maglia delle successive misurazioni geofisiche, che nel corso del 1994 sono state:

- il rilievo magnetometrico dell'intera superficie del Bostel secondo profili isorientati circa nord-sud, con passo fra profilo e profilo pari a 2 metri;

- un test georadar, consistente nell'esecuzione di 23 profili variamente ubicati, funzionale alla verifica delle possibilità d'impiego del metodo nel contesto geologico del Bostel.

Il test georadar è stato molto incoraggiante, tanto da indurre a programmare per il successivo 1995 l'impegnativa copertura di tutto il pianoro. Nel luglio 1995 sono stati dunque eseguiti, con la collaborazione della Geofisica Toscana s.r.l., 77 profili orientati circa est-ovest e a distanza di 3 metri tra l'uno e l'altro. Anche in questo caso i risultati sono stati molto buoni, anche se probabilmente molte delle suggestive immagini che appaiono sui radargrammi sono dovute ad interventi relativamente recenti. Al fine di sfruttare a fondo il potenziale diagnostico del metodo georadar, e comunque più a fini di ricerca sperimentale che per fornire ulteriori dati archeologici, nel 1996 si è proceduto ad un infittimento delle rilevazioni in un settore di 40 x 40 m che nel corso prima battuta si era già rivelato assai promettente. In questo caso i profili georadar sono stati eseguiti sia in direzione nord-sud che in est-ovest, con passo di 1 metro fra profilo e profilo, ottenendone un grande dettaglio d'immagine. All'interno di questo settore si sono successivamente concentrati gli interventi di scavo archeologico.






- click per l'applicazione interattiva
sulle indagini geo-fisiche effettuate sul Bostel


(necessita del plug-in Macromedia ShockWave)
l'applicativo si basa su un progetto inziale di Flavio Airundo