Agostino Dal Pozzo: le "Memorie Istoriche dei Sette Comuni"
testo di Giovanni Bortoli, curatore del libro "Scritti inediti e rari" riguardante le opere dell'abate Agostino Dal Pozzo.

Uomo di vasta cultura, d'intelligenza vivace e di spirito illuminista, l'Abate Agostino Dal Pozzo ebbe modo di occuparsi e di scrivere su una pluralità di argomenti, la gran parte dei quali avevano a che fare con la sua amata terra dei Sette Comuni.

AGLI SPETTABILI REGGENTI DE’ SETTE COMUNI Quest’opera è troppo vostra perché io non ve la consegni. Essa parla de’ vostri paesi, delle vostre Chiese, e de’ pregevoli uomini che illustrarono il nostro distretto; ed essa forse potrà eccitare ne’ giovani cuori qualche invidia onorata del prisco valore, onde si forzino d’imitarlo. Io non vi chieggio perciò licenza di dedicarvi questa mia fatica: nato in questo cielo, ho conservato sempre ancorché lontano un amor vivo ed attivo per la mia patria, e perciò il mio travaglio e ancor più vostro. Possa questo pubblico omaggio fare a voi quell’onore che reca a me.


Poche furono le opere delle quali il Dal Pozzo poté vedere la stampa: qualche poesia occasionata da eventi di importanti famiglie a Lui conosciute e poi la genesi della Beata Giovanna Maria Bonomo. Solo nel 1820, dopo la Sua morte, trovarono luce le "Memorie Istoriche dei Sette Comuni", lo scritto più importante del Dal Pozzo: opera che doveva rimanere per quasi due secoli monca della sua naturale continuazione, la storia, cioè , dei singoli comuni dell'altopiano e delle cosiddette “contrade annesse”.

La scoperta dei manoscritti nella Biblioteca Bertoliana nel '93, grazie alla munificenza della Banca Popolare dei Sette Comuni, poi incorporata nella Vicentina, mi consentì di pubblicare la continuazione delle "Memorie Istoriche", vale a dire, appunto, la storia particolare di ciascuno dei Sette Comuni, delle Contrade Annesse e delle loro chiese. L'impulso fondamentale mi venne, come già ebbi modi di dire e scrivere, grazie a chi precedette la mia ricerca negli anni '60: mi riferisco all'allora Sindaco di Rotzo Domenico Spagnolo il quale, con un accorato appello alla popolazione, chiese fossero consegnati i manoscritti inediti dell'Abate Dal Pozzo. Appello che qualcuno accolse, pur parzialmente, visto che Suo figlio Ivo conserva non degli originali, bensì copie in carta chimica di alcuni di essi, utilizzati per la pubblicazione. Tra questi manoscritti, vi sono: - quelli riguardanti la Beata Giovanna; - lo studio sulla geologia dei Sette Comuni, preceduto da una trattazione delle teorie all'epoca vigenti sulla formazione della crosta terrestre e delle montagne; - la storia della Chiesa di Santa Geltrude: nel ripubblicare quest'ultima opera, si è fatto riferimento non già all'opuscolo già stampato, che come si è detto risulta alterato, ma al manoscritto originario. Altri manoscritti, conservati presso la biblioteca civica di Bassano, come le poesie, sono ora pubblicati per la prima volta. Così pure alcune lettere, reperite nell'archivio del Comune di Asiago, riguardanti la lite, all'epoca verso la sua conclusione, tra la Reggenza dei Sette Comuni e la Città di Vicenza, circa la proprietà ed i diritti sulle montagne a nord dell'altopiano (Portule, Manazzo, Galmarara, Ortigara, Marcesina...), lettere che attestano l'esistenza di alcuni usi civici propri degli abitanti dell'Altopiano. 

Naturalmente il compito di illuminare l'opera dell'Abate Agostino Dal Pozzo non finisce qui. Manca tutta la parte linguistica, quali le poesie e i componimenti in cimbro, la Grammatica dello Slaviero (il tutto si trova nella biblioteca di Bassano) la quale sarebbe scomparsa se il Nostro non l'avesse trascritta, appunti sullo studio comparato di lingue antiche, già reperiti presso la Biblioteca del Museo Ferdinandeo di Innsbruck, e soprattutto il vocabolario cimbro. Ma, sinora, del vocabolario o dei vocabolari manoscritti, nessuna traccia ad eccezione di una trascrizione che si trova ad Innsbruk e di cui conservo copia fotostatica. E' una ricerca, quella linguistica del Dal Pozzo, che ancora non ha assunto la dignità della stampa. Ecco allora che spetta a tutti coloro che si sentono legati alle nostre radici altopianesi, di spendere energie attorno a quest'obiettivo. A ben guardare, in fin dei conti, qualche debole indizio dell'esistenza del vocabolario, c'è . Intanto, la Comunità Montana dei Sette Comuni, che della Reggenza ha voluto prendere il nome, grazie al contributo della Regione Veneto, dà alle stampe tanto i manoscritti inediti quanto le altre opere edite nei due secoli scorsi, ma reperibili solo in qualche importante biblioteca o presso qualche collezionista di cose antiche o di memorie dell'altopiano.