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La
Ricostruzione Archeosperimentale
Il
progetto del percorso e la sua realizzazione s'inseriscono in
un ambito di ECRM (“Eco-Cultural Resource Management”, o “Amministrazione
delle Risorse Eco-Culturali”). L'amministrazione di queste risorse
implica una valorizzazione delle stesse, in una cornice di interdipendenza
funzionale a vari livelli di risoluzione operazionale. L’archeopercorso
ha il suo fulcro presso il sito del Bostel (in località Castelletto
di Rotzo) ed è qui che sono presenti le maggiori attrattive: elemento
fondamentale per la realizzazione di un percorso archeologico-turistico
o, ancor di più, di un percorso con caratteristiche di vero e
proprio parco archeologico, è la riqualificazione della fruizione
della consistenza archeologica, attraverso un restauro-musealizzazione
all'aperto oppure attraverso realizzazioni di tipo archeo-sperimentali
che, condotte in maniera scientifica, permettano al visitatore
un immediato confronto tra il record archeologico (statico) e
lo “scenario” (dinamico) presumibile del passato.
Un archeopercorso, concepito in questo modo, si comporta come
una struttura atta a rendere funzionale e biunivoco lo scambio
ed il rapporto tra i vari elementi e le diverse tipologie di risorse,
ma equivale anche ad un nuovo significato di area archeologica,
che può essere definita come un'area delimitata con presenze archeologiche
di rilevante valore, creata ed organizzata sia per la conservazione
dei beni contenuti, sia per la tutela dell'intorno nei suoi valori
storico-ambientali; l'organismo definisce qualitativamente la
con-servazione e la tutela in un rapporto più diretto con la società,
attuato attraverso un uso pubblico qualificante ed un'azione educativa
e ricreativa riferita sia all'area considerata sia al territorio
di contesto.
E' proprio nell'idea di “un'azione didattica riferita all'area
e al territorio” che trova posto il progetto di ricostruzione
archeo-sperimentale della "casetta A", come esempio di un'archeologia
pubblica e per il pubblico: un archeopercorso si presenta, quindi,
anche come un elemento di pianificazione territoriale, dove le
presenze archeologiche non sono più fornite come entità a loro
stanti, ma come componenti di un insieme integrato di risorse
naturali, culturali ed eco-culturali.
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il diario di lavoro
- fotografie della Ricostruzione
Archeosperimentale
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