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Applicazioni
virtuali
Il concetto di “archeologia virtuale” si basa sulla ricostruzione nello spazio tridimensionale di oggetti-manufatti, plastici topografici, ambienti, strutture abitative ed altro ancora che possano permettere una visione interattiva dell’oggetto stesso. Interattività, in questo caso, vuol dire poter gestire, manipolare, osservare l’elemento tridimensionale secondo le esigenze di studio dell’utente in una dimensione svincolata da impedimenti fisici. Il poter ricostruire realtà virtuali di questo genere in ambito archeologico può permettere la conoscenza di luoghi e tematiche con un “percorso della mente” che procede o prosegue il reale “percorso del piede”, ripercorrendo o riscoprendo nuovi sentieri e prospettive di conoscenza. Evoluzione
dello studio del progetto di ricostruzione tridimensionale Rendering
foto-realistico del modello della "casetta A" di Rotzo realizzato
con Macromedia Extreme 3D 2 e presentato in Java. (Paolo Kirschner) "Sulle sponde della Valdassa, un quarto di miglio dal Castelletto di Rotzo, sorge una piccola eminenza, che chiamasi Bostel. Su questa havvi un poderetto di forse cinque in sei campi ridotti a coltura. Duravasi fatica a ben lavorarli, atteso che l’aratro intoppava tratto tratto in pietre per lo più mobili e coperte. La mia famiglia cui questo appartiene, determinò di farlo purgare dai sassi per migliorarlo, e però lo fece roncare da capo a fondo alla profondità d’ un piede e mezzo. Si accorsero tosto gli operai, che quelle pietre spettavano a dei muri di case demolite, e poi interrate. Inoltrandosi con il lavoro discoprirono in tutta quella estensione da seicento e più casette, come mi assicurò il Capomaestro di essi. Aggiunse che avendo frugato per sua curiosità anche nei campi, che confinano con quella eminenza, ivi pure avea trovato simili vestigj di abitazioni. Un tale aggregato di case per piccole che fossero, era capace di più migliaja d’abitanti. Di questo villaggio non si aveva la più piccola memoria, o tradizione. Io tuttavia avea formato una qualche congettura che ivi fossero state in alcun tempo delle abitazioni dai molti rottami di pentole che vi si trovavano, da qualche raro pezzetto di rame, di bronzo e di ferro e da una sepoltura che vi fu dissotterrata nel 1739. " dal
LIBRO I (A. Dal Pozzo, “Memorie Istoriche
dei Sette Comuni Vicentini” ristampa a cura dell’Amministrazione Comunale
di Rotzo, 1980) |